Un’intervista a Stefan Ball. Trent’anni al Bach Centre, tra i Fiori

(tempo di lettura: 13 minuti)

Stefan Ball, nato a Londra nel 1959, ha lavorato al Bach Centre dal 1996 al 2024, ricoprendo vari incarichi. E’ stato responsabile del Programma didattico internazionale e Direttore del Centro.
E’ autore di Bach Flower Remedies for Men (1996), Floriterapia di Bach-Corso pratico in 7 giorni (1998),  da poco ristampato con il nuovo titolo di I fiori di Bach secondo il metodo originale. Esercitazioni pratiche e teoriche (2024),Bloom (2006), Bach Flower Remedies for Animals, scritto con Judy Howard (2005), Principles of Bach Flower Remedies: What it is, how it works, and what it can do for you (2013).
 
  • Come è cambiato il Bach Centre nel corso degli ultimi trent’anni?

Alcune cose non sono cambiate affatto e credo che questo sia ciò che differenzia il Bach Centre dalla maggior parte delle organizzazioni. Quando sono entrato nello staff sapevo bene per quale motivo fossimo lì: tramandare l’approccio scelto dal Dr. Bach per l’utilizzo del suo metodo, focalizzato sugli elementi essenziali di semplicità ed auto-aiuto.

Ma se questa mission è rimasta la stessa, il modo per attuarla è cambiato molto. Quando ho iniziato, nel 1996, il Registro contava più o meno un centinaio di practitioners. Il Centro non aveva un indirizzo e-mail o un sito web. Praticamente tutta la comunicazione veniva spedita e ricevuta tramite per posta. Infatti, una delle prime cose che feci fu di metterci online con un sito molto semplice ed un indirizzo e-mail. All’inizio, avevamo un solo indirizzo di posta elettronica!

  • Il numero degli studenti (e dei formatori) è variato nel corso degli anni? In quale misura?

Il Programma didattico ed il Registro sono cresciuti molto. Abbiamo BFRP, trainer e corsi, in tutto il mondo.

Fino ai primi anni Novanta tutti i corsi si svolgevano al Bach Centre ed esisteva una sola tipologia di corso che si chiamava “the practitioner course”(corso per professionisti). Vi ammettevamo solo persone che usavano i rimedi da molto tempo e li conoscevano già bene. All’incirca nel periodo in cui entrai al Centro, si cominciò a lavorare molto sui corsi. Avevamo iniziato a collaborare con il BIEP, il programma educativo della Nelsons, per introdurre corsi in altri paesi e per creare corsi che permettessero ai principianti di iniziare da zero.

I primi corsi all’estero si sono svolti negli Stati Uniti intorno al 1996, seguiti da corsi in Brasile, Argentina e Spagna. I primi corsi di Livello 1 e Livello 2  iniziarono intorno al 1996 o 1997, così che il corso per professionisti del Centro fu infine ribattezzato Livello 3.

Al Bach Centre, la sola formatrice era Judy Ramsell Howard. Al di fuori del Centro c’erano quattro trainer nel Regno Unito e tre o quattro negli Stati Uniti. Un trainer in Brasile! E uno o due in Argentina e Spagna.

Da allora, siamo cresciuti enormemente. Attualmente abbiamo circa 250 formatori che insegnano il cosiddetto programma principale –cioè Livello 1, Livello 2 e Livello 3 – più altri BFRP che insegnano corsi di formazione continua attraverso il nostro programma BC-ACE.

  • Nel corso di questi trent’anni, è cambiata la tipologia di studenti che si interessano ai Fiori?

Direi non troppo, il che significa che c’è ancora molto da fare! Quando sono entrato al Centro, era molto raro incontrare un uomo in un corso. Oggi è leggermente meno insolito, ma la media degli studenti è ancora donna, con un’età compresa fra i 40 ed i 60 anni. Detto questo, i corsi vengono frequentati anche da molti studenti sulla ventina o più giovani, grazie al lavoro di sensibilizzazione da parte degli insegnanti di fiori di Bach nelle università e nelle scuole.

  • Qual è la tendenza generale che hai notato nel lungo periodo?

Il mondo si è spostato online. Penso sia questa la tendenza più sorprendente. Ormai non riceviamo quasi più lettere al Bach Centre, tutto avviene via e-mail. Avevamo dei volantini che spedivamo su richiesta. Ora inviamo le persone sul sito web. Avevamo una newsletter, ora abbiamo una lista di indirizzi e-mail. Le persone che cercavano un Practitioner telefonavano al Centro, ora fanno una ricerca sul sito. Potrei continuare ad oltranza!

Poi negli ultimi anni, la pandemia ha bloccato i corsi in tutto il mondo e ci ha costretto ad accelerare lo sviluppo della didattica online del programma principale. Dal 2020 al 2023 mi sono focalizzato su questo. Fortunatamente, avevo ceduto la responsabilità del sito web e dei rinnovi delle registrazioni dei Practitioners ad altri membri del team, così ho potuto dedicare tempo alla scrittura dei corsi e alla loro organizzazione.

Infine è stata la volta del Livello 3 a distanza. Ha rappresentato un passo ancora più grande, in quanto abbiamo dovuto creare un approccio completamente nuovo alla valutazione degli studenti, affinché funzionasse.

  • La diffusione dei Fiori di Bach è cambiata nel corso di questi ultimi trent’anni? Se sì, in quale maniera?

Sì, è cambiata molto, come prima cosa, anche questa si è spostata online. Un tempo era molto difficile reperire i rimedi in paesi dove non c’era un distributore, ma adesso è relativamente semplice. Chiunque può usare Google per trovare unnegozio online o un negozio locale.

Un cambiamento ancora più ampio è stato che adesso ci sono molte aziende a produrre e vendere i rimedi. Come sempre, una scelta più ampia presenta aspetti positivi per l’utenza ma comporta anche delle problematicità. Come facciamo a sapere che tutte le aziende realizzano i rimedi correttamente, usando le piante giuste e via dicendo? La risposta è che non c’è modo d’esserne certi. Consiglio alle persone interessate ad acquistare i rimedi di fare le proprie ricerche ed in caso di dubbi, di affidarsi ai produttori che esistono da più tempo.

  • Cosa consiglieresti a chi desideri lavorare come Bach Practitioner oggi?

Non credo sia cambiato molto. Prima di tutto, direi che quanto piĂą investi, tanto piĂą ricavi. I Practitioners di maggior successo fanno molte cose per essere visibili. Hanno siti web, volantini, pagine Facebook, mailing list. Tengono conferenze e seminari. Si assicurano che i negozi di alimenti biologici locali e altri tipi di terapisti sappiano chi sono. Scrivono per riviste, oppure hanno un blog,  una pagina Instagram o postano video su TikTok. Quindi credo che il mio consiglio sarebbe innanzitutto di considerare i corsi e l’iscrizione al Registro internazionale come primo passo per costruire il proprio lavoro. Abbiamo un approccio peculiare e specifico alla disciplina – siamo gli unici professionisti che lavorano come intendeva il dottor Bach – quindi facciamone il nostro punto di forza e raccontiamo il piĂą possibile cosa facciamo, perchĂ© lo facciamo  nel modo in cui lo facciamo e via dicendo. In questo modo ci distinguiamo da quei terapeuti che non hanno questa filosofia ed etica alle spalle.

  • Durante questi trent’anni quali sono state le difficoltĂ  maggiori incontrate dal Bach Centre nella diffusione dei fiori di Bach in Europa ed altrove?

Forse la crisi piĂą forte è stata alcuni anni fa, quando le normative UE hanno portato  Nelsons a ritirare il BIEP da tutta l’Europa. Si è trattato certamente di una sfida, dal momento che il Centro è dovuto intervenire con brevissimo preavviso per supportare i formatori che prima ricevevano supporto da Nelsons.

E’ andata bene, però. Mai sottovalutare le risorse dei nostri formatori e practitioners! In Europa abbiamo lavorato con tante persone entusiaste e determinate che hanno preso in mano la nuova situazione. In alcuni paesi, in Francia, ma non solo, la didattica si è sviluppata in modo fantastico. Se dovessi scrivere il mio curriculum, sicuramente me ne attribuirei un po’ il merito … ma la verità è che il 90% dei risultati è merito dell’amore e della cura che i formatori mettono in ciò che fanno, e della loro determinazione a superare ogni difficoltà e andare avanti.

  • Durante questi trent’anni quali sono i risultati positivi che il Bach Centre è riuscito ad ottenere?

La cosa sicuramente più importante è che noi come organizzazione, con i nostri BFRP e i nostri formatori, abbiamo mantenuto il focus sull’auto-aiuto e sulla semplicità, mantenendo la torcia accesa nonostante le molte deviazioni ed interpretazioni personali che arrivano per complicare le cose.

  • Cosa ti auguri per il futuro del Bach Centre?

Negli ultimi quindici anni o giù di lì, al Bach Centre, abbiamo messo a fuoco con una chiarezza maggiore che rappresentiamo il metodo dei Fiori di Bach e la sua filosofia e non una qualsiasi marca di rimedi floreali. C’è voluto molto per arrivarci, penso perché eravamo così affezionati a quella marca (Bach Originals) che una volta ci apparteneva. Continuiamo ad avere un buon rapporto con quel marchio e con la Nelsons, che ora ne è la proprietaria, soprattutto quando si tratta di fare formazione. Siamo riusciti a costruire rapporti più positivi anche con altri importanti produttori di rimedi.

Guardando avanti, sento che abbiamo bisogno di basarci sempre piĂą sulla nostra indipendenza e sul nostro ruolo di difensori dell’approccio del Dott. Bach al  suo metodo. Ogni azienda produttrice di rimedi ha in mente la propria mission, non ultimi gli imperativi commerciali. Perciò è importante che ci sia un’organizzazione al cuore del lavoro del Dott. Bach, che basi le proprie decisioni interamente sull’ereditĂ  e sugli ideali che lui rappresentava. Penso sia questo il “luogo” in cui dobbiamo essere, ora e nel futuro.

Il sogno del Dott. Bach era che in ogni casa ci fosse un kit di rimedi; penso che questo rimanga il sogno e l’obiettivo. Non so quanto tempo ci vorrà per realizzarlo, ma questo è il nostro desiderio.

  • Quali sono state le esperienze (o i momenti) piĂą belli durante il tuo lavoro al Bach Centre?

Penso che una cosa che porterò sempre con me, è lo sguardo delle persone la prima volta che visitano il Bach Centre. Può essere molto emozionante ed è molto importante per ricordare a noi stessi, che abbiamo avuto la fortuna di vivere al Centro ogni giorno, che questo posto e questo lavoro sono speciali.

  • Qual è l’ereditĂ  personale che hai lasciato al Bach Centre? E al metodo dei Fiori di Bach?

Penso che il mio contributo maggiore riguardi la formazione. Probabilmente la cosa che faccio meglio è creare “sistemi”, sistemi per redigere i programmi di apprendimento a distanza, per riscrivere il Code of Practice o per introdurre un metodo adeguato di approvazione dei corsi, con criteri scritti. Sono queste le cose che penso continueranno ad avere un impatto anche dopo che me ne sarò andato. Come persona, spero di essere stato sempre disponibile e d’aiuto quando si è trattato di supportare i BFRP ed i formatori e di rispondere ai loro quesiti.

  • Quale messaggio del Dott. Bach, in particolare, ti ispira personalmente?

Tanti scritti del Dottore riguardano l’essere sé stessi e il non sentirsi costretti dagli altri a far finta di essere qualcun altro. Quello che preferisco personalmente ha a che fare con i vestiti! Nora Weeks una volta gli chiese d’indossare un abito per andare da un gruppo di medici che gli avevano chiesto d’incontrarsi per parlare del suo metodo. La sua risposta fu del tipo: “Se vogliono vedere un abito, gliene spedirò uno. Se vogliono vedere me ed ascoltare ciò che ho da dire devono accettarmi come sono.”

Mi piace! E concordo con lui al 100% riguardo a quando mi si dice che dovrei  indossare un abito!

  • Quali sono i tuoi progetti futuri, una volta lasciato il Bach Centre?

Ho iniziato a suonare la chitarra quando avevo dodici anni e dalla mia adolescenza ai vent’anni facevo parte di continuo di band musicali. Ho smesso quando è arrivato il  nostro primo figlio e ripreso di nuovo circa una decina d’anni fa. I miei progetti adesso sono di fare piĂą registrazioni e alcuni spettacoli dal vivo, con il mio pseudonimo Endless Idiot. Potete cercarlo sulla vostra piattaforma di streaming preferita o su endlessidiot.com se desiderate ascoltarmi! Mi piacerebbe anche cominciare a suonare di nuovo con altre persone, il che significa unirsi ad una band oppure formarne una. In piĂą, sono recentemente diventato nonno per la prima volta. Ed ho una pila enorme di libri che non  ho avuto il tempo di leggere. Perciò ho molto con cui occupare il mio tempo!

  • Grazie tante dell’intervista Stefan!

Non c’è di che! I miei ringraziamenti ed i migliori auguri a tutti!

Cristina Irrera BFRP, con il contributo di Barbara Rossi BFRP