(tempo di lettura: 4 minuti)
Da qualche mese, gli incontri del Reading about Bach (che contano un numero crescente di appassionati) sono dedicati al gruppo dei rimedi per l’”Insufficiente interesse nelle circostanze presenti”. Rimedi assai differenti tra loro, tutti sollecitano la connessione ed il coinvolgimento nel tempo presente. In perfetta assonanza con la qualità positiva del fiore, la serata dedicata a Wild Rose è stata particolarmente vivace. Il rimedio ricavato dalla rosa canina non è tra i più noti, perché la gradazione emotiva che equilibra è poco appariscente, defilata; il suo effetto è meno evidente di molti altri rimedi. Personalmente, ricordo ancora un esamino di oltre una ventina d’anni fa in cui, quando l’insegnante mi chiese di Wild Rose, rimasi in silenzio. Sapevo appena che era fra i 38!
Durante la serata, le parole degli autori Ball e Barnard, rafforzate dalle testimonianze dirette di alcune colleghe, sono riuscite a dare una consistenza più concreta ai concetti di apatia, indifferenza, accettazione rassegnata notoriamente legati a Wild Rose, confermando ancora una volta l’arricchimento che deriva dal confronto delle diverse esperienze di vita e di studio.
Un primo penetrante scrollone di vitalità ce lo hanno trasmesso le parole di Ball quando descrive, raccontando un ricordo infantile personale, la sensazione di pieno coinvolgimento nella semplice quotidianità, con tutti sensi ricettivi, curiosi e partecipi. L’opposto dello stato negativo WRO in cui “… la vita ci scorre davanti. … Ci manca la motivazione e la forza di volontà e per questo motivo troviamo difficile cambiare.” Ball evidenzia un altro punto importante per la comprensione dello stato WRO, confermato da alcune di noi, ovvero l’assenza di una vera e propria tristezza. Questo aspetto facilita una ulteriore distinzione dalle condizioni Gorse e Mustard.
Barnard si serve della favola della Bella addormentata nel bosco e di una sua possibile lettura in chiave simbolica per raccontare il gesto di Wild Rose. “… Addormentarsi significa farsi trascinare dalla vita, prenderla così com’è, senza sforzarsi di cambiarla.”
Studiando invece la pianta della rosa canina e le sue peculiarità, pone l’attenzione alle tante spine dei rami, pronte a graffiarci non appena ci avviciniamo, ed alle bacche ricchissime di vitamina C. Barnard ci invita a considerare entrambi gli elementi come un modo per contrastare inerzia e debolezza, funzione svolta dal rimedio.
Le esperienze delle colleghe che hanno utilizzato Wild Rose mettono in evidenza diversi aspetti: la perdita di interesse e piacere nelle attività un tempo amate (G. parla della cucina, R. delle uscite con gli amici); la mancanza di volontà e la sensazione di stanchezza fisica; l’assenza di lamentele, segno di una completa rassegnazione e disincanto, sia generale, sia legata ad una situazione specifica; la percezione di essere fermi, sospesi.
Il nostro confronto è proseguito anche alla luce delle parole di Bach quando descrive chi ha bisogno di Wild Rose: “Quelli che, apparentemente senza una ragione sufficiente, si rassegnano a tutto ciò che accade…”
Ci siamo chieste se, in base alle nostre esperienze, esistano cause plausibili che conducano allo stato Wild Rose, arrivando a una riflessione condivisa. Quando lo stato emotivo caratterizza la personalità, concordiamo con Bach nel riconoscere l’assenza di una motivazione scatenante evidente. Se invece si tratta di una condizione emotiva temporanea, la causa spesso risiede nello sfinimento derivante dai ripetuti tentativi – rivelatisi vani – di cambiare una situazione a cui tenevamo. Ormai logorati, finiamo per rifugiarci in un’accettazione anestetizzata.
L’azione del rimedio si manifesta nella riattivazione del desiderio, che a sua volta alimenta l’energia e ci spinge verso nuove azioni.
Insomma, la formazione continua attraverso gli incontri del Reading about Bach produce buoni frutti!
Sempre ogni 3° lunedì del mese dalle ore 21 alle 22.30 circa, riservato a tutti i Soci, BFRP e non.
Cristina Irrera BFRP
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