Concludiamo la serie di articoli dedicati al Practitioner suggerendo una lista di rimedi particolarmente utili, a prescindere dalla personalità di ciascuno, per affrontare le sfide e le difficoltà più frequenti che il lavoro in sé e la relazione con il cliente comportano.
Chicory. Uno dei pilastri del sistema Bach è pronto ad accorrere in nostro aiuto quando siamo angustiati perché le cose non avvengono come vorremmo ed i comportamenti delle persone (i nostri clienti nella fattispecie), che non sono prevedibili, né controllabili, ci deludono. Il nutriente Chicory aiuta ad allentare il bisogno di avere sempre le situazioni sotto controllo, di fare tanto, senza mai esserne veramente soddisfatti. Il cliente non ci richiama nei tempi previsti o non torna per un nuovo appuntamento? L’aspettativa che avevamo su un lavoro (o rispetto ad un cliente) a cui ci siamo dedicati con impegno non viene soddisfatta? Chicory insegna una delle lezioni più difficili: quella del lasciar andare serenamente, dopo aver agito con intenzione sincera.
Gentian. In un’attività di nicchia, appena riconosciuta, è facile attraversare periodi magri, in cui ci sembra di essere invisibili e quello che facciamo poco utile. A differenza di percorsi strutturati come la psicoterapia o il counselling, la nostra attività non prevede un contratto che impegni il cliente per una durata specifica. Inoltre, il servizio che offriamo è ben più impegnativo per il cliente di qualsiasi trattamento fisico, perciò meno popolare e richiesto. Aggiungiamo infine che scegliere i Fiori insieme al nostro cliente e condurlo laddove abbia un senso per lui non è facile come spesso immaginano i neofiti. In queste condizioni, scoraggiamento e demotivazione sono dietro l’angolo. Gentian ci aiuta a dare vigore all’indispensabile fiammella della fiducia e a trasmetterla al cliente che in teoria dovrebbe averne più bisogno di noi.
Willow. Dallo scoraggiamento di Gentian, e per le stesse motivazioni, non è raro evolvere nel più ostile e cupo Willow. Un atteggiamento distruttivo che rende arduo portare avanti il proprio lavoro. Il rimedio ci aiuterà ad uscire dalla palude della frustrazione e dell’autocommiserazione dove ci siamo calati. Piuttosto che ripiegarci su di noi, amareggiarci per tutto ciò che non va, e sprecare energie in insensati confronti con gli altri, Willow ci spingerà con vigore ad andare oltre. Non solo: questo rimedio prodigioso ci aprirà ad una veduta dell’intera situazione più oggettiva e responsabile.
Walnut. Può capitare di sentirsi emotivamente troppo coinvolti dalla storia di un cliente, dalla drammaticità della condizione in cui versa o anche dalla sua personalità dominante. E’ sempre utile riflettere sul perché alcuni temi ci risuonino in modo particolare, ma se il distacco emotivo necessario per lavorare viene meno, il fiore del noce svolgerà la sorprendente funzione di uno scudo dietro al quale proteggersi.
White Chestnut. Non smettiamo di rimuginare su ciò che ci ha raccontato un cliente, su di lui, oppure su quello che abbiamo detto e magari a distanza di ore ci sembra poco opportuno? White Chestnut ci aiuterà a silenziare il disturbante ed inutile, chiacchiericcio mentale dandoci così la possibilità d’impiegare in altro modo le nostre preziose energie mentali.
Vervain. Una certa dose di vervainismo accomuna molti di noi, che ci siamo avvicinati a questa attività, ancor prima ai Fiori, spinti dalla passione, ed è senza dubbio positiva. Come riconoscere se la dose sta diventando eccessiva e controproducente? Quando partiamo per crociate pro- Fiori con chiunque ed in ogni ambito, senza considerare se sia opportuno farlo o ci sia un minimo segnale di apertura. Quando ci lanciamo in sproloqui spontanei sul metodo o sui Fiori invece di prestare attenzione alle effettive richieste e bisogni dei nostri clienti. Vervain ci aiuterà a moderare le nostre convinzioni assolute e ad andare incontro all’altro con maggiore rispetto, sensibilità ed umiltà.
Larch. Siamo agli inizi, ancora con poca esperienze e non ancora convinti delle nostre capacità di saper condurre una consulenza o di scegliere i rimedi? Oppure abbiamo infilato alcune consulenze poco soddisfacenti e si fa strada il dubbio legittimo di non aver lavorato in modo efficace? Larch ci aiuterà a sostenere la fiducia in noi e nelle nostre capacità spingendoci a proseguire, nonostante le insicurezze e permettendoci di costruire, un po’ alla volta, una solida esperienza, comprensiva anche di insuccessi.
Heather. Con un residuo di consapevolezza superstite ci rendiamo conto che invece di dare retta alle difficoltà del nostro cliente, siamo completamente assorbiti dalle nostre (che al momento ci appaiono assolutamente prioritarie) e sentiremmo, noi per primi, il bisogno irrefrenabile di sfogarci? Heather, sostenendo il nostro bambino interiore in piena crisi di nervi, ci aiuta a recuperare la parte adulta in grado di stabilire le giuste proporzioni. Senza di lei lavorare come practitioner diventa una sfida sul genere “mission impossible”. Ma nessuno di noi è Tom Cruise.
Hornbeam. Quando si svolge un’attività non di routine come la nostra, solitamente scelta per passione è meno frequente rispetto a moltissime altre, di incappare in stati d’animo quali noia, monotonia e svogliatezza. Può tuttavia accadere anche nel nostro ambito. Quando ci accorgiamo di essere assaliti da un eccessivo senso di fatica che ci induce a pensare a ciò che facciamo solo con sentimenti di sforzo e dovere da compiere, ricordiamoci di Hornbeam, e della sua brillante chioma fiorita. Con poche somministrazioni, il rimedio ci infonderà una bella sferzata di energia scintillante, rinnovando il desiderio di affrontare la nostra quotidianità lavorativa.
Pine. Ci sentiamo responsabili o in colpa se la condizione del nostro cliente non evolve abbastanza, secondo noi? Siamo incapaci di valutare positivamente i suoi progressi attribuendoci equamente la nostra parte di merito? Siamo invece subito pronti a rimproverarci che avremmo potuto fare di più e meglio? Pine ci aiuterà a mettere a fuoco che siamo preda di un delirio di onnipotenza punitivo. Il suoi messaggi pacificatori recitano: “La sorte dell’altro è regolata da molteplici fattori, al di là del nostro operato” Accettiamo con serenità il nostro contributo e apprezziamone il valore”.
Wild Rose. Per un’attività come la nostra, dove nulla va da sé una volta avviato e, al contrario, è necessario infondere di continuo energia nuova, permanere troppo a lungo in una condizione di passività conduce matematicamente alla completa stagnazione. Wild Rose ravviva delicatamente un’energia abulica o spenta, permettendo di attivare lo spirito d’iniziativa, e mettere in moto un effetto domino dalle conseguenze sempre positive.
Wild Oat. Può accadere in alcuni periodi della vita, per i motivi più disparati, e di solito molteplici, di perdere la motivazione profonda in ciò che si fa e di ritrovarsi destabilizzati da un senso d’inquietudine, insoddisfazione ed irrequietezza. Wild Oat, il rimedio esistenziale, ci permetterà di recuperare la nostra personalissima bussola interna per sentire con maggiore chiarezza e discernimento cosa sia davvero importante per noi e dunque, procedere in quella direzione.
I rimedi ci sostengono nelle difficoltà del nostro percorso professionale, permettendoci di essere più presenti ed efficaci nel supporto ai nostri clienti. Il cammino del practitioner è disseminato di sfide continue, ed i Fiori stessi sono lo strumento principale per affrontarle con maggiore consapevolezza e serenità.
Cristina Irrera BFRP
Foto di Mohamed Nohassi-da Unsplash
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