Essere floriterapeuti in coscienza: Semplicità – Umiltà – Compassione!

(tempo di lettura: 4 minuti e mezzo circa)

 

Mentre preparavo il mio intervento per il Congresso Internazionale di Floriterapia del 15 e 16 febbraio 2025 a Forli mi sono imbattuta nelle prime parole di Bach alla conferenza davanti ai medici omeopati di Southport: “E’ impossibile mettere la verità in parole”.

Accidenti! E adesso? L’unica è far parlare lui!

Lui che abbiamo riletto insieme in tanti anni di Reading Bach, lui che ogni volta ci sembra nuovo, lui di cui ogni volta cogliamo aspetti differenti. Lui!

Dico sempre ai miei studenti che le definizioni originali vanno rilette periodicamente, perché ogni volta se ne coglierà una nuova sfumatura, ma niente mi pare spieghi meglio questo dato di fatto di questa frase tratta dai Rig Veda che Gabriele Policardo pubblica spesso: La Conoscenza è strutturata nella Coscienza, dunque la Conoscenza varia al variare dei livelli di Coscienza.

Non sono la stessa di trent’anni fa! Oggi ho un altro livello di Coscienza e decodifico quello che leggo e vivo in un’altra maniera, mettendolo in relazione con tutto ciò che in questi anni ho imparato dalla vita.

Il tema della coscienza è tornato prepotentemente alla ribalta dal 2020. Da allora “agire in coscienza, secondo la propria coscienza” ha perso il valore di legge universale, sebbene non identica, dell’umanità che tutti ci accumuna, per diventare sinonimo di ribellione al sistema che di così tante libertà ci ha privato dall’oggi al domani.

Se per anni, nella mia intima relazione con Bach, avevo privilegiato il concetto di Semplicità, di per sé così vicino al mio essere, da allora non posso che continuare a ricordare che il nostro Maestro ci ha lasciato un testo che si chiama “Libera te stesso!”.

Libertà e coscienza sono così strettamente legati!

Scrive il Dottore:

“Forse la lezione più violenta della vita è quella di imparare ad essere liberi.

Liberi dalle circostanze, dall’ambiente che ci circonda, da altre personalità e soprattutto da noi stessi!”

E come non riprendere questa bellissima immagine, tratta da un vecchio libro di Mechthild Scheffer, che non richiede molte parole. Le potenzialità le abbiamo tutti, ma come è difficile svilupparle tutte! Quante interferenze! E poi bisognerebbe sapere, in primis, che pianta si è!

Se aspiro ad essere una rosa, ma sono una pianta di pomodoro, non potrò che mancare l’obiettivo della mia “giornata di scuola” in questa dimensione. Ma se io so di essere una pianta di pomodoro, mi trovo bellissima in ogni mia parte, felice dei frutti che produco che nutrono così tante creature, dal lumacone all’ape all’uomo, allora io sarò felice e in buona salute.

“La salute vera è felicità, una felicità facile da raggiungere, perché è la felicità per le piccole cose che veramente amiamo fare, stare con la gente a cui veramente vogliamo bene, senza sforzo, senza fatica, senza sofferenza. Troviamo la cosa che nella vita ci attrae di più e facciamola! Che sia naturale come il respirare, … Tutto quello che dobbiamo fare è conservare la nostra personalità, vivere la nostra vera vita, essere il capitano della vera nave e tutto andrà bene”.

E questo ce lo dice dopo aver affermato senza ombra di dubbio che “la malattia non è di origine materiale”.

E ancora: “Siamo liberati, se liberiamo altri, perché non è che con l’esempio che possiamo insegnare. Quando vediamo che, neanche nel più minimo dettaglio, tentiamo di dominare, controllare e influenzare la vita dell’altro, scopriremo che l’interferenza se ne sarà andata dalla nostra vita, perché sono coloro che leghiamo che ci legano.”

Appurato che le essenze floreali con il loro potenziale positivo sono uno strumento di evoluzione dell’anima, non un rimedio “dolce” che serve a tamponare un disagio senza intossicarti, vado al bisogno di coscienza di questi nostri tempi.

Sii te stesso, scrive Bach, e essere sé stessi è agire in coscienza, essere autentici, veramente noi stessi, avendo superato l’esperienza del duale in questa dimensione per avvicinarci all’UNO.

La mia coscienza è tutt’uno col mio corpo e con la mia mente, sono me stesso, non sono manipolabile, sono libero.

Se sei libero, sei in coscienza!

Quindi cosa fa la differenza fra un floriterapeuta in coscienza e uno che consiglia i Fiori?

Essere floriterapeuta in coscienza implica secondo me:

  • Competenze esistenziali
  • Consapevolezza del vivere – Il qui e ora
  • Consapevolezza della nostra transitorietà
  • Liberare l’istinto/l’intuito, sentire sé stesso e l’altro (Compassione)
  • Desiderio inestinguibile di conoscere sé stesso, la propria coscienza, il proprio vero Sé
  • Essere cercatori di verità, a partire dalla propria
  • Sapere di non sapere (umiltà)
  • Perseguire il distacco vs l’attaccamento (l’idolatria, secondo Bach è affidare la propria vita ad altri, non assumersi la responsabilità della propria vita)
  • Comprendere e aiutare, essere al servizio (Compassione)
  • Devozione e gratitudine: amore ammirativo verso Dio, la bellezza, la natura, la libertà, …
  • Onorare i Maestri (umiltà)
  • Guardare in alto, senza perdere contatto con il terreno (l’Uno)

Tutti abbiamo la stessa missione: diventare chi siamo!

Riconosciamo dunque che l’anima di ognuno affida alla sua personalità incarnata uno specchio a due facce che Bach chiama con 38 nomi diversi. Ognuno di loro è una parte di noi che dobbiamo esperire nel suo lato luce e nel suo lato ombra, nel suo difetto e nel suo talento.

E la prossima volta che una collega vi dirà “smettila di essere così Rock Water!” spiegate gentilmente che Rock Water vi ha dato quell’autodisciplina che non avevate e che è grazie a questa essenza che avete potuto realizzare così tante cose nella vita, senza pretender dagli altri la vostra stessa disciplina. Non è roba da poco!

Sviluppato un po’ questo tema, tempo per gli altri non ce n’era, ma credo che non se ne sia accorto nessuno!

Vera