Reading about Bach

C’è un gruppetto di BFRP e studentesse “secchione” che ogni mese attende trepidante il terzo lunedì per l’appuntamento con il Reading about Bach perché è certo che s’imparerà qualcosa di nuovo sui rimedi. Questo grazie alle due fonti autorevoli (“Bloom” di S.Ball e “Forma e Funzione” di J.Barnard) sulla scia delle quali si apre il dibattito, e non di meno, al confronto tra le esperienze e le riflessioni di chi partecipa.

Superata la Paura  (purtroppo in agguato anche sotto altre sembianze), e cominciando il Gruppo dei rimedi per l’Incertezza, non ho dubbi che due serate succulente siano state quelle dedicate a Scleranthus ed, il mese successivo, a Cerato.

Entrambi i rimedi delineano due tipologie di personalità, oltre che un semplice stato d’animo, quindi sono ricchi di sfaccettature.

Eppure, come accade sempre, se un rimedio non ci riguarda di persona e lo abbiamo sperimentato solo occasionalmente, molti aspetti ci sfuggiranno. D’altro canto, è ovvio che la personalità di ciascuno di noi si declini solo in determinate caratteristiche e non in altre. Ecco perché diventa particolarmente interessante e utile ascoltare la testimonianza diretta di coloro che  vivono la lezione di un rimedio attraverso l’esperienza della propria Anima. Come vive e come percepisce la realtà un type Scleranthus? Ed un Cerato?

Entrambi faticano moltissimo a contattare il proprio intuito, guida abituale di pensieri e  scelte, sprecando tante energie e tempo per trovare la direzione da seguire.

Dello Scleranthus ad esempio, rimedio a cui sono personalmente affezionata, la maggior parte dei presenti ignorava la tensione e la sofferenza sotterranea, generate dal continuo dilemma decisionale. Sofferenza che può diventare vera e propria angoscia quando non si tratta di scegliere quale vestito indossare per una serata ma con quale uomo avere una relazione sentimentale. I type Scleranthus, attaccati con protervia alla realtà così come la piantina al suolo, non riuscendo ad accedere al proprio intuito, e quindi a sviluppare una visione più profonda ed ampia delle cose, si aggrappano in maniera ossessiva all’intelletto alla ricerca di risposte. L’intera partita si svolge nelle stanze claustrofobiche della mente, dove non sono ammessi altri giocatori. Determinati a spuntarla  impareranno col tempo a venire fuori dalle proprie difficoltà decisionali “radicandosi profondamente nel mondo materiale e mano a mano che affrontano i problemi della vita con costanza e stabilità, accumulano esperienza”.[1]

Una partecipante sottolineava invece, la sorprendente efficacia  di  Scleranthus impiegato come mood remedy, per regolare un umore instabile e che rimbalza su e giù peggio di uno yoyo, a prescindere da cause esterne rilevanti.

Lo smarrimento della bussola interiore riguarda anche il type Cerato che, a differenza del precedente, riceve indicazioni dal proprio intuito, ma non si fida abbastanza di sé per dar loro credito. Il primo aspetto su cui ci siamo soffermate, seguendo Barnard, sono le caratteristiche della pianta. L’unica del sistema Bach a non appartenere alla flora europea (fu importata dalla botanica inglese a cui deve il nome), l’unica che ha difficoltà a propagarsi con il seme e necessita dell’intervento umano tramite la talea. Elementi che raccontano di una identità debole, poco definita e non autonoma.

Ulteriori aspetti messi a fuoco sono l’infantilismo e la conseguente deresponsabilizzazione dei tipi Cerato, che si rivolgono petulanti all’esterno e agli altri alla ricerca forsennata di indicazioni da sfruttare, sperando ingenuamente (o stoltamente, per usare le parole di Bach) in una comoda scorciatoia, ma non esitano a protestare non appena queste si rivelano inadatte a sé. Grazie all’intervento di una partecipante, con conoscenze specifiche sull’età evolutiva, abbiamo ipotizzato nella genesi della personalità Cerato dei genitori (o figure di riferimento) che non abbiano convalidato le progressive conoscenze del bambino, impedendogli di imparare a credere in ciò che sa.

Scleranthus e Cerato sono preziosi perché intervengono sulla qualità della Saggezza, bussola per la vita dell’individuo e dell’intera società.

Sempre ogni 3° lunedì del mese dalle ore  21 alle 22.30 circa, riservato a tutti i Soci, BFRP e non.

Cristina Irrera BFRP

[1] – J.Barnard- Forma e Funzione –Tecniche Nuove