Vecchiaia. La quarta età – Un caso pratico

Ersilia, vegliarda di ferro

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Nicola mi contattò grazie a un’erborista che conosceva entrambi. Cercava un aiuto naturale per la nonna e, invece di consigliare i soliti rimedi fitoterapici come passiflora o valeriana, quella professionista intuì che i Fiori di Bach potessero essere più adatti.

La famiglia di Nicola vive sotto lo stesso tetto con la nonna materna, Ersilia, 84 anni. Una donna energica, autoritaria, abituata ad imporsi ed essere obbedita. Negli ultimi anni, il suo carattere si era irrigidito: era diventata petulante,rabbiosa, convinta che collaboratrici e familiari tramassero contro di lei. Denunce di angherie e furti immaginari, accuse di complotti contro di lei, notti agitate e insonni: la convivenza era diventata davvero difficile.

Il dilemma

I familiari furono chiari fin da subito: i rimedi andavano somministrati di nascosto. Altrimenti Ersilia, ossessionata da manie persecutorie, avrebbe pensato ad un tentativo di avvelenamento.
Per la prima volta mi trovai così di fronte a un vero dilemma etico: è giusto somministrare i rimedi senza consenso? Presi del tempo per riflettere. Pensai al tormento dell’anziana, allo sfinimento dei suoi cari, ai Fiori, con la loro energia equilibrante e benevola. Decisi che, se si fossero verificati effetti sgradevoli per Ersilia, avremmo sospeso immediatamente. Mi assunsi la responsabilità e dissi di sì.

Le gocce sarebbero state aggiunte nelle tisane quotidiane. La descrizione accurata che Nicola seppe fornire, ricca di particolari significativi, mi permise di delineare una miscela iniziale mirata.

La prima miscela

  • Chicory –  Era sicuramente uno dei suoi rimedi di personalità. Ancora molto attiva, aveva voluto un grande orto che continuava a coltivare quotidianamente, pretendendo sempre di essere accompagnata. La figlia, che trattava come una bambina, era il suo bersaglio preferito; rimproverava comunque tutti delle loro mancanze. Si esprimeva con richieste, lamentele e accuse. Non ammetteva mai le proprie responsabilità, mentre colpevolizzava gli altri. Si sentiva incompresa: nessuno capiva che agiva per il bene dei suoi cari! Ripeteva spesso che non si sentiva amata. Percepiva il malessere attorno a sé soffrendone, ma rifiutava tassativamente di poterne essere la causa. Il rimedio fu usato per dare nutrimento affettivo e migliorare le relazioni coi familiari.
  • Holly – contro la rabbia e i sospetti verso tutti, familiari compresi. Il rimedio fu usato per riavvicinarla all’amorevolezza.
  • Gentian – contro la tristezza e lo scoraggiamento dovuti al calo delle energie, al decadimento percepito e ai continui conflitti. Il rimedio fu usato per infonderle fiducia.
  • White Chestnut – contro i pensieri ossessivi e i rimuginii che la disturbavano durante la giornata e ancor di più la notte. Il rimedio fu usato per silenziare l’incessante chiacchiericcio mentale.
  • Honeysuckle – contro l’eccessivo attaccamento al passato. Il rimedio fu usato per coinvolgerla maggiormante nel presente.

I primi risultati

Dopo appena cinque giorni, Nicola mi richiamò incredulo: la nonna era più calma, accomodante, serena. Persino sorridente. La differenza era talmente evidente che tutta la famiglia faticava a crederci.

Da allora, Nicola e sua madre Leila iniziarono ad acquistare regolarmente la miscela floreale in un’erboristeria prossima, portando avanti un contatto di aggiornamento con la sottoscritta. La differenza tra i periodi con e senza i Fiori era netta: senza gocce, Ersilia tornava rapidamente rabbiosa e petulante; con i rimedi si calmava, riuscendo a godersi la compagnia dei suoi cari e ad accettare le collaboratrici domestiche. Anche il sonno migliorò sensibilmente, con effetti positivi sull’umore e sulle giornate di tutti.

Honeysuckle venne presto eliminato, non più necessario.

Evoluzione nel tempo di un trattamento dalla durata eccezionale

La formula iniziale si dimostrò particolarmente adatta, mantenendosi stabile. Occasionalmente fu utile aggiungere qualcosa e nel tempo si arricchì di due nuovi rimedi.

  • Vine – Un altro aspetto della personalità di Ersilia, rivelatosi più chiaramente nel corso del tempo. Forte, prepotente e dura, voleva continuare a comandare nonostante l’età e, se contrastata, s’infuriava. Il rimedio fu usato per smussare la prepotenza e farle accettare le decisioni degli altri. Aggiunto dopo tre anni rimase stabile nelle miscele successive.
  • Heather, Willow, Beech – provati nel corso del trattamento, un mese ciascuno, ma senza benefici evidenti: vennero sospesi.
  • Mustard – utilizzato per due mesi, quando Ersilia stessa confidò alla figlia di sentirsi depressa; l’effetto fu positivo.
  • Cherry Plum – aggiunto dopo quattro anni per contenere improvvisi scatti d’ira che ancora si verificavano: rimase stabile nelle miscele successive.

Conclusione

Il trattamento con i Fiori durò complessivamente più di otto anni. In questo lungo percorso, Ersilia divenne via, via più serena e calma, più capace di relazioni affettuose, meno oppressa da sospetti e rancori. Anche i familiari, sollevati, poterono riscoprire un legame più dolce e sostenibile con lei.

Ripensando a questo caso, riconosco quanto fu decisivo il contributo di Nicola, con le sue osservazioni iniziali dettagliate, e di Leila, attenta e costante nel tempo. La precisione con cui descrissero l’evoluzione di Ersilia mi permise di calibrare i rimedi con efficacia nel tempo.
Un lavoro corale, che unì la forza dei Fiori alla dedizione di una famiglia.

Cristina Irrera BFRP