Nora Weeks – La vita e le scoperte di Edward Bach

Gradualmente arrivò ad accettare questa idea, ma decise che se proprio doveva lasciare il suo lavoro incompleto, avrebbe almeno utilizzato al massimo le poche settimane che gli rimanevano. Ancora molto debole e appena in grado di camminare, ritornò nei laboratori dell’ospedale e per alcune settimane tornò ad assumere la completa responsabilità del reparto.

Si immerse così totalmente nei suoi esperimenti da lavorare giorno e notte, fino a perdere la nozione del tempo, tanto che quella che rimaneva perennemente accesa nel suo laboratorio venne soprannominata “la luce che non si spegne mai”.Con il passare delle settimane finì col dimenticare i suoi acciacchi, incominciò a sentirsi più forte e allo scadere dei tre mesi scoprì di stare meglio di quanto non fosse mai stato negli ultimi anni.

Chi lo aveva visto nei momenti peggiori rimaneva impressionato dal suo miglioramento, tanto che un collega – che aveva assistito all’operazione ed era poi partito per il fronte – incontratolo casualmente esclamò: “Dio mio, Bach, dovevi essere morto!” Ciò lo indusse a riflettere sul motivo della sua meravigliosa guarigione e giunse alla conclusione che un interesse totale, un grande amore, una finalità precisa erano i fattori decisivi per la felicità dell’Uomo sulla terra ed erano stati proprio questi stessi incentivi a guidarlo attraverso le difficoltà e ad aiutarlo a ritrovare la salute.