Foto per gentile concessione del Bach Centre

 

 

Nora Weeks – La vita e le scoperte di Edward Bach

 

 

Dopo soli due mesi egli comprese che non era più in grado di sopportare la tensione della vita londinese ed era inoltre impaziente di scoprire l’ultimo rimedio della serie; così partì per il Kent, con l’intenzione di riprendersi dallo stress nello spazio e nella libertà della campagna. Sapeva che l’ultimo rimedio sarebbe stato tra i più importanti e che sarebbe servito a combattere la paura e il terrore nelle persone in pericolo o in grandi difficoltà.

Vagabondando per la campagna vicino a Westerham nel Kent, egli ritornò nel luogo dove l’anno precedente aveva trovato la Gentian autunnale, vide che l’erba era coperta dai fiori dorati della piccola Rock Rose selvatica e capì – con la stessa sicurezza che ispira il musicista o il poeta – che questo sarebbe stato il rimedio contro il terrore.

Il rimedio tratto dal fiore Rock Rose completava quindi la serie che Bach denominò I Dodici Guaritori.

Marlow e Cromer, 1933

Pubblicazione del volumetto “I Dodici Guaritori”

e scoperta dei “Quattro rimedi di aiuto”

Per coloro che erano malati da molto tempo infatti, l’irritabilità, la disperazione e la preoccupazione erano ormai parte integrante del carattere. I rimedi utili per tali stati mentali, dovevano essere molto potenti e Bach pensò che li avrebbe trovati tra i fiori di quelle piante, arbusti ed alberi che crescono in grandi gruppi e che si fanno notare per la vivacità dei colori, la bellezza e la grandiosità. La forza di gruppo contenuta in quelle piante avrebbe prodotto rimedi carichi degli stimoli necessari a far uscire il malato dallo stato di prostrazione al quale era abituato.