OMAGGIO A EDWARD BACH
140 anni dalla nascita – 90 anni dalla morte
Nora Weeks – La vita e le scoperte di Edward Bach
Individuati questi tre fiori, Agrimony, Chicory e Vervain, Bach ne potenziò le qualità con il metodo che aveva scoperto all’inizio dell’anno: scelse una giornata estiva, senza nubi che potessero oscurare la luce e il calore del sole, riempì di acqua fresca tre recipienti di vetro e li posò nel campo vicino al luogo dove fiorivano le piante. Selezionò quindi con cura le corolle fiorite più perfette di Chicory e le mise in uno dei recipienti fino a ricoprire tutta la superficie dell’acqua. Nel secondo recipiente pose i fiorellini di Agrimony e nel terzo quelli di Vervain. Lasciò quindi i recipienti al sole per circa 4 ore fino a che i petali cominciarono ad appassire, segnalando in questo modo che le loro proprietà medicinali erano state trasferite all’acqua. Quest’acqua, ora magneticamente impregnata, era chiara come il cristallo e piena di bollicine. Aiutandosi con dei fili d’erba, per non toccare l’acqua con le mani, Bach tolse infine i fiori di Chicory dall’acqua e con una pipetta di vetro riempì a metà dei flaconcini.
Ai flaconcini riempiti a metà d’acqua egli aggiunse una pari quantità di brandy per conservare la soluzione e infine li chiuse con un tappo e li etichettò con il nome del fiore. Dopo essersi lavato accuratamente le mani per togliere ogni traccia del rimedio egli ripeté le stesse operazioni per preparare la soluzione con i fiori di Agrimony e di Vervain. Terminato questo compito distrusse i recipienti e le pipette utilizzate, perché voleva adoperare bottiglie e contenitori nuovi per la preparazione di ogni nuovo rimedio.



