OMAGGIO A EDWARD BACH
140 anni dalla nascita – 90 anni dalla morte
Nora Weeks – La vita e le scoperte di Edward Bach
Lasciata Londra nell’agosto del 1930, Bach si diresse subito a Cromer cittadina sulla costa di Norfolk, dove soggiornò fino alla primavera dell’anno successivo. In quel periodo scoprì e preparò la maggior parte di quei 12 rimedi floreali che chiamò “I Dodici Guaritori”.
“La malattia è il consolidamento di una attitudine mentale ed è sufficiente trattare lo stato negativo del paziente affinché essa scompaia” scrisse Bach ad un collega in quel periodo. Durante quelle estati a Cromer egli ebbe ampie opportunità di studiare ulteriormente la natura umana, dato che la cittadina si riempiva di gente in vacanza, lontana dal lavoro e dalle piccole preoccupazioni della vita quotidiana; quindi, mentre la gente locale era occupata a rendere piacevole il soggiorno ai turisti e a trarne beneficio economico, Bach osservava con attenzione i comportamenti delle persone di buon umore e in buona salute, rendendosi conto della complessità della natura umana più di quanto non avesse fatto nel corso di tutti gli anni trascorsi in ospedale tra gli ammalati.
Passava molto tempo vagabondando sulla spiaggia, studiando i modi e le reazioni di contadini e cittadini, pescatori e operai, vecchi e giovani, ricchi e poveri, osservava le piccole contrarietà della giornata e le sue osservazioni confermavano quanto aveva già imparato: ogni individuo rientrava per personalità, carattere e temperamento, in uno specifico gruppo tipologico.
Gli individui di una stessa categoria si riconoscevano chiaramente dal tipo di comportamento, atteggiamento ed attitudine mentale; per esempio il tipo nervoso temeva il primo contatto con l’acqua del mare; il gruppo degli indecisi impiegava un po’ di tempo prima di decidere; gli impazienti vi si buttavano direttamente; i preoccupati controllavano prima la temperatura dell’acqua; ogni individuo insomma aveva precise caratteristiche comportamentali.
La stessa cosa accadeva in caso di malattia. Nel corso di un’epidemia influenzale infatti, ognuno avrebbe reagito a seconda del proprio temperamento manifestando paura, indecisione, impazienza o preoccupazione e così via.



