Nora Weeks – La vita e le scoperte di Edward Bach 

Edward Bach nacque il 24 settembre 1886 a Moseley, villaggio a circa 3 miglia da Birmingham nel Warwickshire, primogenito di una famiglia composta da 2 figli maschi e da 1 figlia. Fu un bambino molto gracile e solo grazie alle attente cure della famiglia riuscì a superare i primi anni di vita anche se, crescendo, la sua salute gradualmente migliorò. Fin da ragazzo dimostrò di avere una grande chiarezza di idee, un’eccezionale determinazione nel perseguire i suoi obiettivi e la capacità di concentrarsi totalmente su qualunque cosa suscitasse il suo interesse.

La sofferenza di un essere umano o di qualsiasi creatura vivente lo toccava profondamente e gli stimolava un tale desiderio di poterla alleviare, che decise quand’era ancora bambino di diventare medico. Una delle sue caratteristiche più particolari era infatti l’enorme compassione e la capacità di immedesimarsi nelle sofferenze altrui – capacità che fece sì che fosse amato da tutti quelli che lo conoscevano.

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Il ragazzo Edward Bach non era un semplice sognatore: le sue certezze, l’intensità della sua determinazione e il suo profondo interesse per tutte le più piccole cose, erano gli ingredienti che avrebbero formato un grande genio anche se, come succede spesso in questi casi, era suo destino rimanere un solitario; pochi infatti erano in grado di capire la determinazione di chi, conoscendo lo scopo della propria vita, non poteva permettere a nessuno di interferire con questo obiettivo.

Spesso sedeva in classe immaginando il momento in cui avrebbe finalmente potuto iniziare il suo lavoro, sognando di riuscire a scoprire qualche semplice medicina in grado di curare qualsiasi malattia e che dalle sue mani emanasse una forza guaritrice in grado di risanare tutto ciò che toccava; queste non erano naturalmente le fantasie di un ragazzino, ma pensieri che scaturivano dalla consapevolezza di ciò che sarebbe avvenuto: nel corso della sua vita egli infatti avrebbe scoperto la forza guaritrice dei semplici fiori di campo e che le sue mani possedevano realmente la capacità di guarire, come dimostrano i molti casi da lui risolti con il semplice tocco.