OMAGGIO A EDWARD BACH
140 anni dalla nascita – 90 anni dalla morte
Nora Weeks – La vita e le scoperte di Edward Bach
L’anno 1928 fu memorabile perché ebbe inizio la sua nuova ricerca. Bach dedicò ogni momento libero allo studio di piante e di erbe con le quali sperava di sostituire i sette nosodi batterici. Era solito tornare da una giornata in campagna o al mare o da poche ore trascorse a Kew o nei parchi, carico di campioni vegetali che trasformava in rimedi omeopatici e sottoponeva a sperimentazioni, confrontando senza successo, i risultati ottenuti con i nosodi.
Ragionò a lungo sulla causa di questi fallimenti. Essendo convinto che il vero principio guaritore fosse nelle piante e negli alberi, egli dedusse che forse occorreva raggiungere una conoscenza più approfondita della malattia, delle sue cause e dei suoi effetti sia sulla mente, che sul corpo. Finalmente una sera, mentre partecipava a un ricevimento, trovò la risposta ai suoi interrogativi. Bach aveva accettato quell’invito controvoglia e non si stava divertendo particolarmente; sforzandosi di far trascorrere il tempo, incominciò ad osservare attentamente gli invitati finché improvvisamente gli venne da pensare che l’umanità era composta da un preciso numero di gruppi tipologici e che ogni individuo in quella grande sala rientrava in una di queste tipologie. Trascorse la serata a studiare gli ospiti: come mangiavano, come sorridevano, come gesticolavano, come si muovevano, l’espressione del viso e il tono di voce.
Intuì infine che non tutti gli individui appartenenti a un certo gruppo avrebbero sofferto della stessa malattia, ma che ognuno avrebbe reagito in modo simile o abbastanza simile a qualsiasi tipo di malattia.



